La musica al museo: collezioni musicali e musei della musica

La nostra regione è ricca di collezioni musicali di gran pregio, raccolte da secolari istituzioni attraverso oltre cinque secoli di storia della musica. Non solo musei e biblioteche quindi, ma anche archivi e percorsi multimediali che, strizzando l’occhio alle nuove tecnologie, guidano il visitatore alla scoperta del patrimonio musicale emiliano-romagnolo. Un tragitto che attraversa tre province nelle quali potrete trovare numerosi agriturismi soci Agriturist Emilia Romagna nei quali fare tappa per godere appieno di questo particolare percorso.

Da Bologna a Modena, passando per Parma e Busseto

Un’ideale itinerario potrebbe partire dal Museo internazionale e biblioteca della Musica di Bologna, inaugurato nel 2004 con l’apertura al pubblico della sede di Palazzo Sanguinetti, dopo un attento restauro, che ha riportato all’originario splendore i ricchissimi affreschi interni realizzati tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, uno degli esempi più alti del periodo neoclassico a Bologna. Il Museo internazionale e biblioteca della Musica nasce dal Civico Museo Bibliografico Musicale, istituito nel 1959 per custodire le collezioni di beni musicali del Comune di Bologna. L’Istituto è attualmente suddiviso in due sedi: un’ampia selezione di volumi, dipinti, manoscritti e strumenti musicali è esposta nelle sale di Palazzo Sanguinetti, mentre la gran parte del materiale bibliografico è consultabile nella sede di Piazza Rossini 2, in locali annessi al Conservatorio di musica “G. B. Martini.”

Ancora a Bologna meritano una particolare menzione l’Archivio e la Biblioteca della Reale Accademia Filarmonica. L’Accademia Filarmonica di Bologna venne fondata nel 1666 dal nobile Vincenzo Maria Carrati, con sede nel palazzo di famiglia, nell’attuale via Guerrazzi 13. Nel corso della sua storia, l’Accademia rappresentò sempre un punto di riferimento nella vita culturale bolognese fino a divenire, nella seconda metà del Settecento, una delle istituzioni più alte della cultura musicale europea, attraverso la guida di Padre Martini. Anche grazie al suo apporto, la fama dell’Accademia si allargò ben oltre i confini cittadini e nazionali; anche il giovane Mozart cercò l’ambita patente accademica: accompagnato dal padre Leopold, giunse a Bologna nel 1770 per addestrarsi sotto la guida di Padre Martini nel contrappunto.

L’Archivio e la Biblioteca custodiscono il patrimonio documentario e bibliografico di una delle più importanti Accademie musicali italiane del periodo barocco; tale patrimonio di valore inestimabile per la Musica si è formato ed arricchito nel corso degli oltre trecento anni di storia dell’istituzione.

In particolare l’Archivio conserva gli atti ufficiali (verbali, carteggi, contabilità, aggregazioni) e vari fondi documentari. La Biblioteca conserva libri, manoscritti e stampe musicali utilizzati o raccolti dall’Accademia per la propria attività. In entrambi i settori il patrimonio si è via via arricchito di ulteriori fondi soprattutto grazie a lasciti e donazioni effettuati da accademici e benefattori.

Il Dipartimento delle arti visive, performative e multimediali dell’Università di Bologna, nel meravigliosi contesto di Palazzo Marescotti, ospita l’Archivio del Canto, nato nel 2009 per iniziativa del musicologo Marco Beghelli al fine di valorizzare e incrementare il patrimonio della Biblioteca nel settore del canto lirico, dalle origini ai giorni nostri. L’Archivio raccoglie pubblicazioni solitamente trascurate dalle biblioteche e di non facile reperimento: storie della vocalità, trattati di canto, monografie su interpreti, cronologie di teatri, discografie. Accanto al patrimonio librario, grande attenzione è data a raccolte di documenti cartacei e sonori che testimoniano la carriera di artisti del passato: fotografie, contratti, recensioni, locandine, lettere, registrazioni audio e video.

A Parma, patria del grande operista Giuseppe Verdi, ha sede la Casa della Musica, nel suggestivo Palazzo Cusani; la Casa della Musica accoglie numerose realtà testimoni della vita musicale della città e della regione, come l’Archivio storico del Teatro Regio, legato alle glorie del melodramma verdiano, l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani, il Centro Italiano di Ricerca sui Periodici Musicali (CIRPM) e il Museo Multimediale: un interessante percorso interattivo dedicato alla storia del teatro musicale a Parma dal Cinquecento ai nostri giorni.

Nei dintorni merita una visita la casa natale del grande direttore d’orchestra Arturo Toscanini; riaperta il 16 gennaio 2007, la casa si presenta oggi profondamente rinnovata dal punto di vista museale e anche della struttura, che però mantiene inalterate tutte le caratteristiche e l’atmosfera della vecchia casa natale. Ogni stanza e ogni scorcio della casa raccontano aspetti della vita e dell’opera del grande Maestro; un luogo dedicato alla memoria e allo stesso tempo alla riflessione, un luogo in cui il documento storico e il prezioso oggetto di famiglia sono affiancati dai più moderni strumenti della tecnologia multimediale.

Da non tralasciare la casa di nascita di Giuseppe Verdi, a Roncole di Busseto.

A Modena meritano una particolare menzione le collezioni musicali della Biblioteca Estense, che ospitano manoscritti autografi di grande rilevanza storica ed edizioni storiche a stampa di libretti e partiture.